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Diclofenac e rischio cardiovascolare, aggiornamento sul sito di Marco Filippini

Rischio cardiovascolare, nuove avvertenze Aifa. Sul sito di Marco Filippini, aggiornamento costante sulla terapia del dolore.

Sulla questione del diclofenac, l’Italia si allinea all’Europa. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) ha infatti recepito le raccomandazioni del Pharmacovigilance Risk Assessment Committee (PRAC) – il comitato della European Medicines Agency (EMA) per la Farmacovigilanza – che di recente ha completato un’approfondita revisione a livello europeo sulla sicurezza cardiovascolare di questo FANS, ampiamente usato per il sollievo del dolore e dell’infiammazione in una vasta gamma di condizioni, tra cui le condizioni artritiche e i disordini acuti muscoloscheletrici.

Secondo il PRAC, l’impiego di diclofenac, somministrato per via sistemica, causerebbe “un aumento del rischio di trombosi arteriosa, simile a quello degli inibitori selettivi della COX-2”. Pertanto, avverte l’AIFA, la terapia a base di diclofenac è ora “controindicata in pazienti con insufficienza cardiaca congestizia accertata, cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e malattie cerebrovascolari”.

Inoltre, prosegue l’Agenzia, è consigliabile che il trattamento “venga iniziato solamente in seguito a un’attenta valutazione dei pazienti per i fattori di rischio di eventi cardiovascolari (es. ipertensione, iperlipidemia, diabete mellito e fumo)” e che, comunque, per tutti i soggetti venga impiegata “la dose minima efficace per la durata di cura più breve possibile, necessaria a controllare i sintomi”.

Assieme al diclofenac, altre tre categorie farmacologiche hanno subìto limitazioni da parte del Committee: le soluzioni per infusione a base di amido idrossielitico, i medicinali con codeina (quando usati per alleviare il dolore nei bambini) e i farmaci orali e supposte a base di flupirtina.

FONTE: marcofilippini.it

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L’importanza degli esami del colesterolo, dei trigliceridi e della glicemia

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  • 5 Novembre 2010

Il colesterolo e i trigliceridi, ossia i grassi contenuti nel nostro organismo, e la glicemia, ossia la concentrazione di glucosio nel sangue, devono essere tenuti sotto controllo.

Il colesterolo, i trigliceridi e il glucosio sono importanti per il nostro organismo: i trigliceridi e il glucosio sono delle fondamentali fonti di energia, mentre il colesterolo forma le membrane delle cellule, serve per sintetizzare degli ormoni della crescita, dello sviluppo e della riproduzione, e ha anche la funzione di formare gli acidi biliari che concorrono all’assorbimento intestinale dei grassi. I valori dei trigliceridi, del colesterolo e del glucosio devono però essere monitorati, magari effettuando un test glicemia, per evitare che apportino dei danni al nostro organismo.

Quando si parla di colesterolo, in particolare, si deve distinguere tra colesterolo cosiddetto “buono”, ossia il colesterolo HDL, che svolge un’importante funzione protettiva delle arterie, e il colesterolo VLDL o LDL, il colesterolo cattivo, che se presente nel nostro sangue in valori superiori alla norma può provocare l’ispessimento delle arterie, con conseguente perdita di elasticità e tono. Ciò significa che l’accumulo eccessivo di colesterolo nel nostro organismo (oltre i 200 mg per 100 ml di sangue) può aumentare il rischio di infarto e, a livello di sistema nervoso, di ictus. Per scongiurare tali pericoli, è opportuno sottoporsi a degli esami specifici per misurare la concentrazione di colesterolo nel sangue, e tenere sempre sotto mano un misuratore colesterolo, soprattutto se si è dei soggetti a rischio. L’esame del colesterolo permette di misurare il livello di colesterolo totale, quello del colesterolo buono e quello del colesterolo cattivo. Misurare il colesterolo è importante non tanto per diagnosticare, quanto per prevenire le malattie cardiovascolari, ossia la malattia coronaria, l’ictus celebrale e l’infarto miocardico. Naturalmente non basta sapere il valore di colesterolo nel sangue per avere delle risposte riguardo al rischio di essere colpiti da una di queste malattie: per valutare il rischio cardiovascolare bisogna avere un quadro d’insieme che comprenda anche i valori glicemici, della pressione arteriosa, dell’età, dello stile di vita e del livello dei trigliceridi nel sangue (a questo riguardo, potrebbe essere utile acquistare un misuratore trigliceridi).

Anche l’esame che misura la concentrazione di trigliceridi nel sangue, così come quello del colesterolo, è molto importante e utile. I trigliceridi, come pure il colesterolo, sono in parte prodotti dall’organismo e in parte assunti tramite l’alimentazione. Nel caso dei trigliceridi, la percentuale maggiore viene introdotta tramite la dieta: i trigliceridi assunti vengono poi accumulati nel tessuto adiposo e, in parte, nel sangue. Monitorare la presenza di trigliceridi nel sangue è fondamentale per valutare il rischio cardiovascolare dell’individuo, soprattutto nel caso di pazienti che soffrono di patologie cardiache.

Oltre ai grassi contenuti nel nostro organismo, bisogna tenere sotto controllo anche la presenza di zuccheri, in particolare del glucosio, che come detto è una fondamentale forma di energia per il nostro corpo. I livelli di glucosio nel sangue dipendono dall’equilibrio che si instaura tra zucchero derivante dai cibi assunti o dalle riserve corporee e zucchero che viene utilizzato dai vari tessuti. Se questo equilibrio si altera ci possono essere dei seri problemi, quali l’ipoglicemia e l’iperglicemia. L’esame della glicemia è dunque utile per appurare che non ci siano di tali problemi, ed è fondamentale anche per la diagnosi del diabete.

Per effettuare gli esami di colesterolo glicemia e trigliceridi è sufficiente un prelievo di sangue, ma per la glicemia può bastare anche un esame delle urine.

Articolo a cura di Francesca Tessarollo
Prima Posizione Srl – lead generation

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